Il fatturato complessivo ha raggiunto 56,2 miliardi di euro, con un incremento del 7,4% rispetto al 2023 (+9% a tassi di cambio costanti). Il settore Automotive ha contribuito con 50,5 miliardi, crescendo del 4,9%. Questo risultato è stato spinto dal lancio di 10 nuovi modelli e 2 restyling, oltre a un migliore mix di prezzi, prodotti e mercati.
Il margine operativo lordo è salito a 4,26 miliardi di euro, con un'incidenza del 7,6% sul fatturato. Sebbene inferiore al 7,9% del 2023, ha comunque superato l'obiettivo del 7,5%. Al netto della joint venture Horse, il margine è aumentato del 15%, passando dal 6,9% al 7,4%.
L'utile operativo netto è cresciuto da 2,48 a 2,57 miliardi, mentre l'utile consolidato è sceso da 2,2 miliardi a 752 milioni a causa della vendita di azioni Nissan. Senza questo effetto, i profitti sarebbero aumentati a 2,76 miliardi. Il flusso di cassa si è leggermente ridotto da 3,02 a 2,88 miliardi.
Per il 2025, Renault prevede:
Uno dei temi caldi resta la conformità alle normative sulle emissioni. "Dobbiamo mitigare l’impatto della normativa Cafe", ha dichiarato de Meo, spiegando che Renault punterà su:
L’obiettivo è raggiungere il 17,3% di BEV nel mix di nuovi ordini. De Meo ha ribadito che Renault non aderirà ai "pool" di costruttori per evitare multe, rifiutandosi di "pagare competitor non europei come Tesla o Geely". Ha poi lanciato un appello alle autorità: "Le opzioni ci sono. Fate qualcosa!".
Il mercato delle elettriche cresce più lentamente del previsto, ma Renault vanta un vantaggio competitivo nei segmenti A e B. "Abbiamo almeno due anni di vantaggio sui concorrenti", ha detto de Meo, riferendosi alla nuova Twingo e al futuro SUV di segmento A di Dacia, previsto per il 2025.
Renault continua a credere nelle citycar, fondamentali per il traffico urbano europeo. "La Twingo occupa il 20% di spazio in meno rispetto alla media delle auto vendute", ha evidenziato de Meo, sottolineando come in Italia il mercato delle citycar rappresenti il 25% delle vendite.
Guardando al futuro, de Meo ha svelato il nuovo piano industriale “Futurama”, articolato in tre fasi: