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Auto elettriche in Italia

05/03/2025

Qual è lo stato attuale della mobilità elettrica in Italia? A rispondere a questa domanda ci pensa il white paper "Auto elettrica: provocazione o promessa?" realizzato da Repower, azienda attiva nel settore della mobilità sostenibile. Il documento analizza il panorama italiano, evidenziando le sfide e le opportunità legate all’auto elettrica nel contesto geopolitico attuale.

Secondo il report, le parole chiave del 2024 sono innovazione, digitale e turismo. Tuttavia, l’anno passato non ha segnato un grande slancio per il settore automobilistico in Italia. Le immatricolazioni di auto elettriche (BEV) sono calate dell’1%, fermandosi a 65.620 unità, mentre le ibride plug-in (PHEV) sono scese dal 4,4% al 3,3%. Nonostante una crescita costante negli anni precedenti, il mercato italiano delle BEV rimane indietro rispetto alla media europea: nel nostro Paese la quota di mercato si attesta al 4,2%, mentre nell’UE arriva al 13,6%. Questo ritardo è attribuibile a diversi fattori, tra cui il costo elevato dei veicoli, le incertezze legate agli incentivi governativi e la percezione di un’infrastruttura di ricarica ancora insufficiente.

Diffusione disomogenea sul territorio


La diffusione dell’auto elettrica in Italia segue un andamento irregolare. Il Nord-Est è l’area con il maggior numero di immatricolazioni di BEV (22.584 unità nel 2024), seguito dal Nord-Ovest (17.594), dal Centro (16.008) e infine dal Sud e dalle Isole, che insieme non superano le 9.000 immatricolazioni. Il report evidenzia una distribuzione "a macchia di leopardo"5.836 vetture immatricolate nel Sud Italia e appena 2.961 nelle Isole.


Se le vendite di auto elettriche crescono lentamente, il settore dell’infrastruttura di ricarica segna invece un aumento significativo. Nel 2024, l’Italia ha raggiunto quota 60.339 punti di ricarica pubblici, con un incremento del 28% rispetto all’anno precedente. Una tendenza positiva riguarda le stazioni di ricarica veloce e ultrarapida, che oggi rappresentano il 49% delle nuove installazioni. Anche la rete autostradale sta migliorando, con i punti di ricarica triplicati in due anni, passando da 310 a 1.057, sebbene solo il 42% delle stazioni di servizio italiane ne sia dotato.


Tuttavia, la distribuzione dell’infrastruttura di ricarica resta squilibrata: il Nord concentra il 58% dei punti di ricarica, il Centro il 20% e il Sud e le Isole il restante 22%. Questo divario rappresenta un ostacolo alla diffusione capillare della mobilità elettrica, soprattutto nelle regioni meridionali e nelle aree più periferiche.


Il ruolo chiave delle flotte aziendali


Le flotte aziendali giocano un ruolo sempre più rilevante nella transizione elettrica. Secondo i dati del white paper, le aziende sono più propense rispetto ai privati ad adottare veicoli elettrici: nel 2024, il 53,6% delle immatricolazioni BEV è avvenuto a nome di privati, mentre le flotte aziendali hanno rappresentato l’8,4%, una quota maggiore rispetto a quella registrata per i veicoli termici. Questo trend potrebbe favorire la crescita del mercato dell’usato elettrico, ancora in fase iniziale ma in costante sviluppo.


Uno dei principali ostacoli alla diffusione delle auto elettriche in Italia rimane la percezione dei consumatori. Il report sottolinea come diverse fake news rallentino il passaggio alla mobilità sostenibile. Tra i miti più diffusi ci sono:

  • Il costo eccessivo dell’auto elettrica
  • La presunta carenza di colonnine di ricarica (nonostante un incremento del 28% nel 2024)
  • L’autonomia insufficiente per i lunghi viaggi, quando in realtà è quasi raddoppiata dal 2015, passando da 211 km a 400 km


Le sfide per il futuro



Secondo il white paper, il futuro della mobilità elettrica in Italia dipenderà da alcuni fattori chiave. Sarà essenziale accelerare lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica, specialmente nel Sud e nelle aree rurali, per garantire una copertura più omogenea sul territorio. Inoltre, saranno necessari incentivi stabili e misure di lungo periodo per rendere l’auto elettrica più accessibile ai consumatori.

La transizione verso la mobilità sostenibile richiede un impegno congiunto da parte di istituzioni, aziende e cittadini. Solo con un’azione coordinata sarà possibile colmare il gap con l’Europa e trasformare l’auto elettrica da promessa a realtà consolidata.


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